Cari fratelli e sorelle,
Oggi celebriamo uno dei misteri più grandi della nostra fede: l’Annunciazione del Signore, il momento in cui il Figlio di Dio ha fatto il suo ingresso nel mondo, assumendo la nostra carne nel grembo verginale di Maria. Questo evento segna l’inizio della nostra redenzione e ci rivela la profondità dell’amore di Dio per l’umanità.
L’evangelista Luca ci racconta con semplicità e stupore l’incontro tra l’angelo Gabriele e Maria. L’angelo porta un saluto insolito: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». È il segno che Dio ha già operato nella vita di questa giovane donna, preparandola a diventare la Madre del Salvatore. Maria rimane turbata, ma non si chiude alla Parola di Dio. Ascolta, si interroga e infine si affida completamente: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
Ed è proprio in quell’istante, nel silenzio di Nazaret, che il Verbo si fa carne. Il Figlio di Dio, eterno e onnipotente, entra nel tempo e nello spazio, si abbassa fino alla nostra condizione umana. Non viene con clamore, non si manifesta nel potere, ma nel grembo di una giovane donna che ha il coraggio di fidarsi di Dio. Questo è il grande mistero dell’Incarnazione: Dio non resta lontano, ma si fa vicino, si fa uno di noi, per condividere la nostra vita, le nostre gioie e le nostre sofferenze.
Maria ci insegna che Dio opera nelle anime umili, in chi si apre con fiducia alla sua volontà. Il suo sì non è solo un atto di obbedienza, ma un atto di amore: accoglie il progetto di Dio senza riserve, pur non comprendendo tutto. Questo sì cambia la storia del mondo e ci invita a chiederci: siamo disposti anche noi a dire il nostro sì a Dio? A lasciare che la sua volontà trasformi la nostra vita?
L’Annunciazione ci ricorda anche che nulla è impossibile a Dio. Se Dio ha potuto rendere madre la Vergine e dare un figlio a Elisabetta, sterile e avanti negli anni, allora può anche trasformare le nostre vite, può rialzare chi è caduto, può dare speranza a chi si sente smarrito.
Chiediamo oggi a Maria di aiutarci ad accogliere Gesù nella nostra vita con lo stesso abbandono fiducioso. Che il Verbo fatto carne possa abitare nei nostri cuori e trasformarci, perché anche noi, con la nostra vita, possiamo portarlo al mondo.
Amen.